Festival degli ombrellini di Bo Sang

Buondì vagabondini! Oggi voglio parlarvi di un festival molto particolare che ho visitato per caso nei pressi di Chiang Mai, Thailandia, poco più di una settimana fa. Al contrario di molti altri festival della zona, questo non è assolutamente preso d’assalto dai turisti – anzi, sembra essere abbastanza sconosciuto tra gli stranieri. Per questo motivo non posso fare altro che consigliarvelo 🙂

Festival degli ombrellini di Bo Sang

 

Il festival degli ombrellini ha luogo tutti gli anni il terzo fine-settimana di gennaio, ma gli ombrelli vengono prodotti durante tutto l’anno. Se quindi doveste capitare a Chiang Mai, conviene fare il quarto d’ora di strada che separa la grande città dal villaggio di Bo Sang per vedere come vengono prodotti questi bellissimi oggetti.

È abbastanza strano che in una regione così basata sull’agricultura per la sopravvienza, un piccolo paese come Bo Sang, dove da almeno cento anni ci si dedica alla produzione degli ombrellini di carta, si sia potuto trasformare in una tale anomalia.

Dani davanti ad una parete di ombrellini

Le informazioni storiche sulla nascita di tale produzione sono poche, ma si presume che un monaco pellegrino abbia portato con sè questa tradizione dalla Birmania. Tradizionalmente gli ombrellini venivano realizzati in legno e con una sorta di carta che si otteneva lavorando la corteccia del gelso. Oggi esistono anche molti altri modelli realizzati in materiali più moderni e sintetici.

Il festival è un’esplosione di colori: le strade si riempiono di vivaci ombrellini di tutte le dimensioni. Per pochi spiccioli è possibile acquistare queste piccole opere d’arte fatte a mano ed osservare gli artigiani all’opera.

Di sera la via centrale del paese si riempie di bancarelle dove è possibile assaggiare piatti e street food tipici della cucina Thai, tra cui il famoso uovo centenario, una specialità originaria dalla Cina, che si prepara grazie ad un particolare processo di fermentazione (ne ho lette di tutti i colori: in generale pare che le uova vengano lasciate riposare per un periodo variabile tra i 30-100 giorni in una miscela di acqua, sale, carbone o anche argilla, cenere, calce..).

Uovo centenario, forse non tanto centenario, visto che il tuorlo è ancora rosso 🙂

Al calar del sole, poi, iniziano le sfilate: dei veri e propri carri carnevaleschi pieni zeppi di ombrellini e preceduti da giovani donne thai in bicicletta o a piedi, vestite con abiti tradizionali.

La cosa che mi ha più sorpreso del festival, comunque, è che c’erano pochissimi stranieri. Come è possibile che a due passi da una metropoli piena di expats e turisti possa esserci un posto così caratteristico frequentato solo dalla gente del posto?

Penso che valga sempre la pena visitare il paese , anche quando non è in corso il festival, dato che la produzione di ombrellini continua comunque tutto l’anno. Noi abbiamo raggiunto Bo Sang in moto, ma so che ci si può arrivare anche con i classici songtaew tailandesi, basta informarsi in centro a Chiang Mai! 🙂 Se quindi doveste trovarvi in città , stufi di visitare templi o fare escursioni e trekking, questa potrebbe essere una buona destinazione per passare un pomeriggio alternativo 🙂

 

 

The following two tabs change content below.
Ho una strana visione del mondo. Non cerco un posto fisso. Credo che viaggiare costi meno che stare a casa. Amo la natura, faccio fatica a stare in cittá. Mi piace vivere con semplicitá. Ho fatto molti viaggi intorno al mondo, il piú lungo (per ora) é durato 15 mesi e ha dato vita a questo blog. Non mi piace andare in vacanza, preferisco viaggiare 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × 4 =