Il Taman Negara in Malesia

Taman Negara, letteralmente “parco nazionale” in malese, è il più grande parco nazionale della Malesia, con una superficie pari a sette volte lo stato di Singapore. Al suo interno trovano rifugio numerose specie minacciate come la tigre malese, il rinoceronte di Sumatra e l’elefante asiatico. É stata la mia destinazione preferita in Malesia ed i tre giorni che vi ho passato sono stati troppo pochi per poterne esplorare anche solo una minima parte. Ho quindi intenzione di tornarci, magari verrà voglia anche a voi di esplorare questo posto dopo aver letto questo articolo? 🙂

TAMAN NEGARA

Taman Negara, come arrivare

Partiamo subito con i dati pratici, dato che esiste un po’ di confusione su come raggiungere ed esplorare questo parco. La maggior parte dei turisti arriva in Malesia a Kuala Lumpur e molti vengono convinti dai vari tour operator che si occupano di questa zona (i principali sono NKS e Han Travel), a prenotare un pacchetto completo con loro. Spesso viene tirata in ballo la menzogna secondo cui non sarebbe possibile arrivare al parco da soli. Ebbene, arrivare al parco senza tour operator non solo non è difficile, ma è anche molto meglio. Ho sentito innumerevoli storie di persone rimaste fregate dalle grandi agenzie, costrette a passare al parco solo due giorni spostandosi da un punto all’altro in grandi gruppi chiassosi. Mi sembra il modo più errato di esplorare questo posto, non si ha alcun modo di osservare la natura ed ascoltare i rumori della giungla, inoltre le possibilità già molto ridotte di vedere selvatici diventa quasi nulla. Consiglio quindi a tutti i viaggiatori di organizzarsi da soli: chi arriva da Kuala Lumpur può noleggiare una macchina ed andare direttamente a Kuala Tahan, il villaggio alle porte del parco, oppure prendere un bus dal centro fino a Jerantut, poi da lì un minivan o un taxi fino a Kuala Tahan (chi volesse fare il viaggio in barca può prendere un taxi da Jerantut a Kuala Tembeling, poi lì la barca che in tre ore arriva al parco). Chi arriva da nord, come noi, può recarsi alle Cameron Highlands per qualche giorno e poi comprare in loco il pacchetto minivan fino a Kuala Tembeling più barca.

Viaggio in barca verso il parco

Informazioni pratiche

I viaggiatori low cost possono pernottare in una delle tante piccole guesthouse a Kuala Tahan (noi siamo stati al Greenland Guesthouse, un po’ fuori paese, ma in compenso immerso nel verde), chi invece avesse un po’ più denaro a disposizione può andare al Mutiara Resort, l’unico albergo dentro al paco nazionale, quindi dall’altra parte al fiume.
L’ingresso al parco costa 1 ringgit, con il cambio attuale circa 20 centesimi di euro, una cifra ridicola considerando che il permesso vale 30 giorni! Inoltre è necessario acquistare un permesso fotografico di 5 ringgit, circa un euro. Vi diranno che è necessario entrare nel parco con una guida, ma questo non è vero: potete esplorare tutti i sentieri più corti da soli. Per le gite di più giorni invece è vera la regola di andare con una guida.

La nostra esperienza

Premetto di aver avuto un po’ di sfortuna. Avevamo intenzione di passare almeno cinque giorni nel parco, ma già al terzo siamo dovuti scappare causa allagamento imminente del paese. Siamo stati lì a fine dicembre, in pieno periodo delle piogge, dove gli allagamenti sono più la norma che un’eccezione, quindi avremmo potuto aspettarcela.

Il tempo ci ha graziato il giorno dell’arrivo, il 29 dicembre, e abbiamo potuto goderci il viaggio in barca sotto ad una lieve pioggerella, senza bagnarci troppo. Il viaggio dura quasi tre ore ed il paesaggio è molto bello, ma la panca su cui si siede è molto, molto scomoda. Sconsiglio l’esperienza a chi soffre di mal di schiena!
Kuala Tahan è un paese abbastanza piccolo, ma ci sono svariate guesthouse, ristorantini e tour operator (ripeto, meglio evitare). La prima sera ci siamo rilassati in vista della prima giornata di trekking nella giunga – che poi sarebbe stata anche l’ultima.

Vista da uno dei tanti ristoranti galleggianti a Kuala Tahan

La mattina del 30 abbiamo preso una delle tante barchette che collegano il paese al parco e ci siamo subito fiondati verso il canopy walkway, una passerella sospesa tra gli alberi, l’attrazione turistica di massa della zona insomma. La passeggiata per arrivarci è lunga circa 2km e si svolge interamente su passerelle di legno, quindi è adatta a tutti. I ponti sospesi tra gli alberi offrono una vista spettacolare sulla folta giungla: si possono vedere vari tipi di rettili, scimmie ed uccelli. Da qui abbiamo iniziato a salire al Bukit Teresik, una montagnola lì vicina che si raggiunge percorrendo una lunga scalinata in legno e poi un pezzo di sentiero in piano. La passeggiata in sé non è faticosa, ma il caldo stende. Dalla cima si gode di una bella vista sulla parte più interna del parco, lì dove si nascondono tigri, orsi, elefanti e rinoceronti. Affascinante.


Per tornare indietro abbiamo preso una strada alternativa e, dopo aver fatto un pezzo della scalinata di legno che avevamo percorso all’andata, abbiamo preso un sentiero un po’ nascosto, probabilmente in disuso, molto più avventuroso di quello più turistico (infatti qui non abbiamo incontrato nessuno). C’erano grandi tronchi caduti in mezzo al sentiero, si sprofondava nel fango e le sanguisughe si attaccavano numerose alle nostre gambe. A parte un serpente, che sembrava un pitone, vicino al sentiero,non abbiamo visto animali particolarmente minacciosi. Se avete voglia di vivere una mini avventura consiglio di abbandonare le passerelle!

Presi bene da questa esperienza nella giungla abbiamo deciso di fermarci nel Taman Negara a lungo, in modo da poter percorrere gran parte dei sentieri fangosi, pieni di sanguisughe e meno turistici che ci sono nel parco. 🙂 Ma ovviamente non siamo riusciti a farlo.

Il 31 non ha fatto altro che piovere a dirotto tutto il giorno e l’unico momento in cui abbiamo osato avventurarci all’esterno è stato per attraversare il fiume e percorrere un pezzetto di giungla in serata per andare ad appostarci in una guardiola, da cui speravamo di vedere qualche animale. Non c’era nessuno. Questo dovrebbe essere un modo molto migliore per vedere animali che partecipare ad uno dei tanti night tour offerti dalle agenzie (con il rumore delle tante persone poi si finisce per vedere solo qualche scorpione o tarantola), ma nel nostro caso non è servito a niente. Pioveva talmente forte da ridurre notevolmente la visuale e persino gli animali della foresta sembravano non aver voglia di uscire allo scoperto. Dopo quasi due ore siamo tornati verso casa, completamente fradici e senza aver visto nulla. Un capodanno bello bagnato!

Giungla!

Il primo gennaio ci siamo svegliati senza sentire il rumore della pioggia sul tetto del nostro chalet. Contentissimi abbiamo deciso di andare subito al parco per fare una camminata, ma la felicità è durata solo fino a quando abbiamo aperto la porta di casa e abbiamo scoperto che la strada che portava alla nostra guesthouse era completamente allagata. Non si poteva passare. Alcuni turisti divertiti facevano foto dall’altro lato, il lato del paese, quello da cui eravamo tagliati fuori. Fortunatamente c’era un altro modo per raggiungere il paese, percorrendo un sentiero nel bosco dietro casa, e così abbiamo fatto per andare a vedere com’era la situazione lì: il fiume si era alzato di 5-6 metri nel corso della notte e continuava a salire a vista d’occhio. Avremmo potuto rimanere ancora un giorno e vedere cosa sarebbe successo, ma aveva già ricominciato a piovere e mancava davvero poco prima che si allagasse anche il nostro chalet. Siamo scappati in fretta e furia, abbiamo dovuto chiamare un taxi dal paese più vicino, Jerantut, a un’ora e mezza di strada, perchè i minivan e le barche erano già partiti. La nostra decisione si è rivelata intelligente, dato che, come ho saputo nei giorni seguenti, il livello del fiume ha continuato a salire, sorpassando la linea “pericolo” ed allagando alcune parti del paese.

La strada per il paese completamente allagata

La nostra avventura al Taman Negara è stata quindi breve ma intensa, e intendo tornarci a tutti i costi nella stagione secca per poter percorrere quei sentieri lasciati indietro. Chissà, magari con il cessare delle piogge ci saranno anche meno sanguisughe! 🙂

The following two tabs change content below.
Ho una strana visione del mondo. Non cerco un posto fisso. Credo che viaggiare costi meno che stare a casa. Amo la natura, faccio fatica a stare in cittá. Mi piace vivere con semplicitá. Ho fatto molti viaggi intorno al mondo, il piú lungo (per ora) é durato 15 mesi e ha dato vita a questo blog. Non mi piace andare in vacanza, preferisco viaggiare 🙂

Ultimi post di Anna (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

19 − 12 =