Passeggiata ai piedi del Monte Rosa

Oggi voglio presentarvi, a grandi linee, una valle che è derivazione laterale della Val d’Ossola (quindi a due passi da dove sono nata): la Valle Anzasca, località turistica rinomata fin dal Settecento, famosa per i suoi paesaggi montani, il trekking ed il celebre Monte Rosa, il massiccio montuoso più esteso delle Alpi ed il secondo più alto, dopo il Monte Bianco.

Nonostante i numerosissimi sentieri, le piste da sci, le infrastrutture, i tanti rifugi e gli alberghi, pare che Macugnaga, l’ultimo comune della valle, stia vivendo una piccola crisi. L’affluenza turistica, infatti, mi pare un po’ diminuita rispetto al passato, il che rende la valle un luogo ideale per chi cerca tranquillità e passeggiate in località poco affollate.

Per conoscere alcune delle camminate che si possono fare in valle potreste dare un’occhiata a questo sito; io oggi vi parlerò dell’escursione al Lago delle Locce, che ho affrontato qualche giorno fa.

lago locce

Passeggiata al Lago delle Locce

Si parte da Pecetto, a 1350 mslm circa, l’ultima frazioncina di Macugnaga, e si prosegue a piedi fino all’alpe Burki e poi fino al Belvedere, a quota 1914 mt.

Devo ammettere che il primo pezzo di strada, su una jeepabile, non è entusiasmante, ma lo si supera in fretta  (circa 15-20 minuti) poi inizia la salita nel bosco fino al Belvedere. Se il vostro obiettivo della giornata è raggiungere il Lago delle Locce potete benissimo fare questo pezzo a piedi (ci vuole circa un’oretta), ma se i vostri programmi fossero un po’ più ambiziosi potete prendere la seggiovia fino al Belvedere e risparmiare un po’ di energie 🙂

Da un lato la morena, dall'altra il fiume
Da un lato la morena, dall’altra il fiume

Dal Belvedere inizia il pezzo che più mi è piaciuto; inizialmente si attraversa la morena del ghiacciaio, poi si segue un sentiero in piano fino al Rifugio Zamboni-Zappa. Il paesaggio è bellissimo: da un lato la vista sulla vallata e Pecetto, il paesino da cui si è partiti, dall’altro lato l’impressionante morena del ghiacciaio, le alte vette ed i ghiacciai.

Dal rifugio si prosegue fino al laghetto; i sentieri sono due, anche se uno è parzialmente franato (e finito nella morena) e quindi inpraticabile. L’altro dovrebbe essere più semplice, ma dato che quando ci siamo stati noi era ancora coperto di neve – e io non volevo bagnarmi i piedi –  abbiamo deciso di ignorare i cartelli e seguire comunque il sentiero più vecchio dove possibile. Ne è valsa davvero la pena, abbiamo visto un sacco di marmotte 🙂

Il mio compagno di escursioni a pochi metri dal traguardo, alle sue spalle la vallata con il rifugio Zamboni e la morena del ghiacciaio
Il mio compagno di escursioni a pochi metri dal traguardo, alle sue spalle la vallata con il rifugio Zamboni e la morena del ghiacciaio

Abbiamo seguito il sentiero fin dove era possibile, poi il terreno è diventato troppo franabile e lo strapiombo alla nostra destra troppo alto, così abbiamo iniziato ad arrampicarci a caso tra sassi ed arbusti (con grande divertimento, ma non senza automaledirci per la scelta – forse sarebbe stato meglio prendere il sentiero, anche se coperto di neve!).

L’arrivo al laghetto a 2250 mt, comunque, è stato unico 🙂 Non c’era un’anima, forse perchè la stagione era ancora agli inizi, forse per i nuvoloni neri che stavano scendendo dal Monte Rosa. Silenzio totale, a parte i rumori che uscivano dalle profondità del ghiacciaio ed i rombi delle valanghe in alta quota. Mentre stavamo scendendo abbiamo persino visto un enorme blocco di ghiaccio staccarsi dal ghiacciaio e crollare rumorosamente nella morena, uno spettacolo che mi ha subito fatto pensare al Perito Moreno in Argentina!

Anna al lago

Purtroppo siamo dovuti scappare in fretta e furia perchè la pioggia si avvicinava e siamo tornati indietro per lo stesso sentiero, ma se le condizioni fossero state migliori avremmo fatto un giro alternativo e saremmo scesi passando dall’alpe Rosareccio.

La giornata, in ogni caso, è stata un successo e ci siamo divertiti molto. Non avete ancora deciso dove passare le vacanze estive e non siete tipi da mare? Posso solo consigliarvi di venire qui! 🙂

 

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Ho una strana visione del mondo. Non cerco un posto fisso. Credo che viaggiare costi meno che stare a casa. Amo la natura, faccio fatica a stare in cittá. Mi piace vivere con semplicitá. Ho fatto molti viaggi intorno al mondo, il piú lungo (per ora) é durato 15 mesi e ha dato vita a questo blog. Non mi piace andare in vacanza, preferisco viaggiare 🙂

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