Viaggio nel south-west dell’Australia Occidentale

Rieccoci in un posto abbastanza civilizzato da offrire internet gratuito illimitato (una rarità da queste parti), quindi posso finalmente scrivere un aggiornamento sulla nostra vacanza-lavoro qui in Australia. 🙂 Circa un mesetto fa abbiamo deciso di abbandonare il nostro lavoro al parco nazionale di Wellington e la vendemmia, che ormai era agli sgoccioli, per fare un viaggio nel south-west dello stato dell’Australia Occidentale. Abbiamo comprato la tenda più economica e microscopica che siamo riusciti a trovare al Kmart, una catena di negozi che ricorda vagamente la Decathlon, e siamo partiti alla scoperta della zona a sud di Perth, ricoperta di folte e stupende foreste di Karri, Marri e altri alberi del posto e lambita dalle gelide acque dell’oceano del sud. Ecco alcune delle tappe del nostro percorso, un grosso giro ad anello con Perth come luogo di partenza e d’arrivo.

Giro ad anello nel south west di WA

 

 

Busselton e Margaret River

La regione che si estende da Busselton fino ad Augusta è una delle più popolari e visitate di tutta l’Australia Occidentale. Mare tranquillo e cristallino, così come coste ventose e ricche di grandi onde attirano sia gli appassionati di snorkeling che i surfisti, anche se a mio parere ci vuole un gran bel coraggio per fare il bagno in quell’acqua fredda! L’entroterra è costellato di vinerie ed aziende agricole, rendendo Margaret River la capitale del vino di Western Australia. Si potrebbero passare giornate intere a fare degustazioni gratuite di vini, formaggi, cioccolato e quant’altro, o passeggiare lungo la costa, in particolare lungo il percorso “cape to cape”, che da poco dopo Busselton arriva fino ad Augusta. La regione è molto carina, ma l’ho trovata troppo affollata dai turisti, rendendola troppo simile ad altri luoghi di villeggiatura sparsi per il mondo. Margaret River, insomma, non è riuscita a colpirmi per unicità.

Regione tra Donnybrook e Manjimup

Donnybrook e Manjimup sono due piccole cittadine famosissime tra i backpackers, dato che è qui che ogni autunno vengono raccolte le mele, le pere ed un sacco di altri tipi di frutta e verdura che sfamano lo stato intero. Dolci colline ricoperte di pascoli e campi cedono il passo a piccoli laghetti e boschetti, rendendo tutta la zona un posto piacevole e pittoresco da attraversare in macchina.

Pemberton

Da Manjimup in giù le cose si fanno belle. I frutteti e i campi lasciano spazio alle grandi foreste di Karri, una delle piante più belle che io abbia mai visto. Questi veri e propri giganti raggiungono facilmente altezze superiori ai 50 metri e diametri di tre o quattro metri, inoltre con l’età tendono a rompersi nel mezzo creando dei piccoli passaggi naturali attraverso i quali si può passare a piedi (c’è da dire che a volte questi varchi vengono allargati un po’ con un aiutino artificiale). I Karri sono le star indiscusse della grandissima regione che da Manjimup si estende fino a Walpole, dove è possibile camminare a cinquanta metri dal suolo lungo una passerella costruita tra i rami. Vanno anche molto di moda i cosiddetti climbing trees, grossi esemplari di Karri in cui sono state infilzate delle aste di ferro da usare come supporto per arrampicarsi fino alla cima. Non ho mai sofferto di vertigini, ma arrivata a circa un terzo della “scalata” di un esemplare particolarmente grosso, sono dovuta scendere per la paura di scivolare – l’assenza di corde di sicurezza non è certo incoraggiante! La cosa che più mi piace delle foreste di Karri è che spesso il sottobosco non è particolarmente folto, solo qualche felce qui e là, quindi i bellissimi tronchi marroni, bianchi, ocra, a volte persino violacei o rosa (non per niente questa pianta si chiama eucalyptus diversicolor!) vengono messi in bella mostra.

Walpole e Denmark

Tra Walpole e Denmark le foreste di Karri iniziano a diminuire e l’attenzione dei turisti si sposta sul mare, che in questa zona forma delle pozze dai colori spettacolari. Il lungomare è ricoperto di alberelli più bassi e cespugli, un luogo ideale per fare delle belle passeggiate (anche se abbondano i serpenti, occhio!). Lo spettacolo maggiore è offerto da Green Pool e da Elephant Rocks, due luoghi lungo la osta dove l’erosione millenaria da parte delle onde ha lasciato il segno. Nell’entroterra, invece, iniziano a vedersi alcuni rilievi. C’è un’ampia selezione di passeggiate per arrivare in cima a queste piccole montagne, che spesso offrono una bellissima vista sul paesaggio circostante.

Albany

Albany è la più grande città lungo la costa meridionale dell’Australia Occidentale. Il centro cittadino è molto decantato dagli Australiani per i suoi rimasugli di architettura storica, che per un europeo però sono un po’ deludenti, e per il celebre War Memorial, un mega museo dedicato alla Prima Guerra Mondiale, che ha lasciato un gran segno nella storia del paese (ogni città, per quanto piccola, ha il suo war memorial e il 25 aprile, giorno in cui l’esercito australiano è stato massacrato a Gallipoli, è festa nazionale – gli Aussie adorano i loro war memorial).

La cosa più bella di Albany, mi sa che l’avete già intuito, a mio parere non è né il centro storico, né il mausoleo della guerra. A circa 25km dalla città si entra in un bellissimo parco nazionale, famoso per il Gap, una profonda gola scavata nella roccia dalle onde, e la Natural Bridge, una roccia a forma di ponte sopra il mare. Sono rimasta incantata ad osservare le potentissime onde che si schiantavano lungo la parete rocciosa in un’esplosione di schizzi, direttamente sotto ai miei piedi (una grossa passerella di metallo permette di guardare la gola da un punto di vantaggio a venti metri sopra le onde). Un’altra cosa che mi è stra-piaciuta di questo parco sono i blowholes, delle particolari fessure lungo le rocce (a decine di metri da e sopra il mare), da cui escono acqua ed aria a pressioni altissime per via del moto delle onde che avviene sotto alle rocce. Detta così non rende molto l’idea, l’effetto finale ricorda un po’ dei geyser di acqua fredda. E non è finita qui! A seconda della stagione, il mare è pieno zeppo di salmoni (vi ho mai detto che in Australia si può pescare gratis senza permesso?), balene, foche e mante giganti – abbiamo avuto la fortuna di vederne una larga quasi tre metri!

Esperance

Da Albany verso est non c’è molto per svariate centinaia di chilometri, salvo un paio di parchi nazionali. A parte una breve sosta a Ravensthorpe non ci siamo mai fermati fino ad Esperance, famosa per le sue spettacolari spiagge bianche ed il mare splendido, stile Maldive. Unico problema? Come al solito, se non più del solito, l’acqua è gelida e piena di foche e squali, quindi anche qui il bagno è solo per i più coraggiosi o ben attrezzati. Da Esperance verso est ci sono due bellissimi parchi nazionali, Cape Le Grand e Cape Arid, dove tra mare, lunghe passeggiate e piccoli rilievi da conquistare ce n’è per tutti i gusti. Il lato nord della cittadina è circondato da numerosi laghetti, uno dei quali si chiama pink lake, dato che a volte si tinge completamente di rosa. Non siamo stati abbastanza fortunati da beccare la giusta combinazione di temperatura/livello dell’acqua, quindi quando ci siamo stati noi il lago era un semplicissimo e noioso lago normale! Pazienza 🙂

Cape le Grand, vista dal Frenchman Peak
Lucky Bay, Esperance

Da Esperance a Kalgoorlie

Da Esperance siamo andati verso nord, anche se a molti piace affrontare il lungo viaggio in mezzo a terre desolate che porta fino ad Adelaide, dall’altra parte. Devo dire che non c’è molto per circa 400km, se non qualche microscopico paesello ogni cento chilometri, il più grande dei quali l’immensa Norseman (per darvi un’idea, conta circa 1000 abitanti). Ore e ore di puro nulla, tanta terra rossa, tanti boschi di alberelli rinsecchiti e qualche lago salato qua e là, due dei quali di un bellissimo colore verdino. La cosa che più mi è piaciuta di questa tratta sono i numerosissimi campeggi wild (con wild intendo niente acqua o bagni) dove passare la notte e arrostire marshmallow sul fuoco.

Lago salato vicino a Norseman

Kalgoorlie

Kalgoorlie è la capitale dell’oro dello stato, sede della più grande miniera d’oro a cielo aperto del mondo, il super pit. Il movimento continuo delle ruspe e dei camion che vanno su e giù è a dir poco ipnotizzante, ricorda una specie di grande formicaio super busy. Purtroppo questa è l’unica grande attrazione della città, a parte un po’ di architettura storica nel centro. Kalgoorlie, però, non è lontanissima (e con questo intendo un po’ meno di 200km, siamo pur sempre in Australia) dal famoso lago Ballard, uno dei tanti laghi salati della zona, unico però per la mostra permanente di sculture raffiguranti strani omini sulla sua superficie. Il viaggio per arrivarci è stato una sofferenza con la nostra semplice macchina, dato che si devono affrontare 40 km di strada sterrata, di solito percorsa dai 4×4, ma alla fine ne è valsa la pena, il tramonto sul lago è stato spettacolare! Peccato per il diluvio universale scoppiato in serata (e continuato per tutta la notte), che non solo ci ha allagato la tenda, ma ha anche sommerso la strada di ritorno. Dal nulla si sono create decine di torrenti di fango che ctagliavano la strada, il più profondo dei quali ci arrivava alle ginocchia. Dopo un po’ di ore la situazione è migliorata e siamo riusciti a passare con il nostro macchinino, ma un consiglio per chi volesse andarci: date un’occhiata al meteo prima di partire, a meno che abbiate uno dei mega 4×4 che qui vanno tanto di moda. Nessuno vuole rimanere a chilometri dalla civiltà senza acqua o cibo 😉

Lago Ballard
Dani tra due cieli al lago Ballard

The wheatbelt

Kalgoorlie è stata l’ultima grande meta del nostro giro ad anello nel south-west, da qui è iniziato il viaggio di ritorno di circa 600km verso Perth. Gran parte della zona attraversata fa parte del grande wheatbelt, dove, come dice il nome, viene coltivato il grano che sfama lo stato intero. Anche qui i paesaggi sono molto belli, diversi dal solito outback con terra rossa, dove i colori predominanti sono il giallo dei campi e l’azzurro del cielo. Si dice che la zona sia bellissima in primavera, quando spuntano fiori selvatici da tutte le parti.

Queste sono state, dunque, le tappe principali del nostro viaggio ad anello di oltre 2000km nel south-west dell’Australia Occidentale. Un sacco di strada per vedere tanti paesaggi diversi e che consiglierei a tutti quei viaggiatori che vengono qui con un po’ di tempo per esplorare la zona in tranquillità. Per noi, dopo questo giro l’esplorazione si ferma per un po’; abbiamo deciso di lavorare ancora un po’ prima di iniziare il viaggio verso nord, molto più lungo e impegnativo di questo giretto di riscaldamento. Alla prossima!

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Ho una strana visione del mondo. Non cerco un posto fisso. Credo che viaggiare costi meno che stare a casa. Amo la natura, faccio fatica a stare in cittá. Mi piace vivere con semplicitá. Ho fatto molti viaggi intorno al mondo, il piú lungo (per ora) é durato 15 mesi e ha dato vita a questo blog. Non mi piace andare in vacanza, preferisco viaggiare 🙂

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